Stagioni dal 1985-86 al 1989-90

Per quanto riguarda i mitici anni a cavallo tra gli '80 ed i '90, penso proprio per ora che dobbiamo scordarci di poterli ripetere! Oggi il calcio non vive più di solo entusiasmo e programmazione! Si, ci vogliono anche queste componenti, ma i soldi rimangono la cosa più importante. All'epoca, Paolo Mantovani, fu bravo a mantenere per anni un gruppo che oggi non potrebbe esistere. Vialli e Mancini, come Pagliuca e Lombardo, non rimarrebbero più per tanto tempo nella squadra rivelazione, per quanto fossero estremamente attaccati alla maglia. Oggi l'unica squadra che riesce con una certa continuità a stare a livelli medio/alti da anni, senza spendere eccessivamente è l'Udinese, ma la "Sampd'oro" come venne ribatezzato il Doria in quegli anni, era  per la verità di altro livello!


1985/86 Io tifo Samp da fine stagione 85/86 e quell'anno si lottava per non retrocedere.  In campagna acquisti, furono presi Lorenzo, Matteoli ed Aselli. Nonostante il superamento del primo turno di Coppa Italia e di Coppa delle Coppe, la Sampdoria piomba in una grave crisi di risultati in campionato che fa anche temere il tracollo. Il cammino di Coppa Coppe si interrompe al secondo turno, mentre il campionato si chiude a 27 punti, solo 4 sopra la zona retrocessione. Il bis in Coppa Italia, invece, sfuma per un niente nel ritorno della finale all'Olimpico contro la Roma.


1986/87 La stagione precedente, si concluse ingloriosamente e si decise così di cambiare timoniere. Al posto di Bersellini viene chiamato Vujadin Boskov. Ceduti Souness, Matteoli, Galia, Scanziani, Francis e Bordon arrivano Briegel, l'intramontabile Cerezo, Bistazzoni, Fusi e il giovane Pagliuca. Dalle giovanili invece viene promosso Ganz. 

Da quest'anno come per incanto, la Samp entrò di diritto nel novero delle "grandi" e dopo un girone d'andata altalenante, nel girone di ritorno diede spettacolo facendo appena 1 punto in meno del Napoli campione d'Italia. Ricordo bene partite davvero entusiasmanti: al Ferraris furono travolte: 3-1 la Fiorentina, 3-1 l'Inter, 4-1 la Juve, 3-0 il Milan, 3-0 il Torino. Da ricordare anche le "passeggiate" a San Siro 3-0 al Milan e all'Olimpico 2-0 alla Roma. Solo uno spareggio sfigatissimo perso al supplementare col Milan,sul neutro di Bologna, ci lasciò fuori dall'Uefa.


1987/88 La decisione di ricostruire lo stadio Ferraris in vista dei Mondiali del '90 è una vera e propria mazzata per le casse sociali: privati per metà del pubblico amico, il presidente è costretto a programmare la Sampdoria 1987/88 basandosi ancora sulle proprie forze, limitando il mercato a pochi movimenti. Nel surreale palcoscenico di Marassi in costruzione la squadra non si smarrisce, lottando alla pari col Napoli ed il Milan fino a metà campionato per poi avere un leggero calo ma raggiungendo comunque un buon 4° posto finale. 

Vialli e Mancini

 

I gemelli del Gol esultano dopo... un gol. 

 

Che tempi ragazzi!

Nella doppia finale di Coppa Italia disputata contro il Torino, dopo un tranquillo risultato di 2-0 firmato da Vialli e Briegel nell'incontro genovese, al Comunale di Torino, dopo pochi minuti, due sfortunate autoreti di Paganin e Vierchowod davano furore e speranza ai granata. A tredici minuti dai calci di rigore Salsano si inventa un fantastico e beffardo pallonetto che si spegne nella rete difesa da Lorieri e regala la seconda emozionante Coppa Italia blucerchiata.


1988/89 Nonostante un organico di primissimo livello, continua ad incombere sulla testa della società il gravoso problema dello stadio dimezzato. Questi sono così i cambiamenti: partono Fusi, Branca, Paganin, Briegel, Ganz ed arrivano Carboni, Stefano Pellegrini, Pradella, Victor Munoz e Dossena. Si aggiunge così una grande dose di esperienza ad una squadra che, forse giustamente, è stata sempre definita "bella, ma immatura". 

Questa stagione è stata a mio avviso tra le più spettacolari. In campionato si termina al 5°posto dopo partite spettacolari ma anche una flessione netta nel girone di ritorno. In Europa si ha la prima vera affermazione della Sampdoria: finale di Coppa delle Coppe a Berna a sfidare il favorito Barcellona, con una squadra priva di tutta la difesa titolare. Gol di Salinas e raddoppio di Rekarte. 

La prima finale europea... che Emozione!

Alla finale si era arrivati dopo stupende partite: come dimenticare la sofferenza con la Dinamo Bucarest o il 3-0 al Malines con Dossena che segnò dopo 50 metri di contropiede? L'amara sconfitta fù però ampiamente riscattata con la conquista della terza Coppa Italia, vinta nella finale contro il Napoli, sul neutro di Cremona. 4-0 per la Samp con gol di Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini

A Cremona si prepara il 4-0 al Napoli!. Terza coppa Italia in bacheca!


1989/90 I nuovi arrivi sono Lombardo, Invernizzi, Nuciari e Katanec. Dopo una buona partenza lanciata in Coppa Italia e campionato, arriva la solita crisi di continuità. Persa la Supercoppa italiana contro l'Inter a San Siro, in campionato arriva ancora il quinto posto, arricchito dalla imbattibilità casalinga stagionale. Per il secondo anno consecutivo ci si ritrova in finale di Coppa delle Coppe a Göteborg: questa volta per vincerla. All'Ullevi Stadion, in un tripudio festante di colori blucerchiati, i quindicimila sampdoriani accorsi possono finalmente assistere alla definitiva consacrazione europea della squadra costruita con pazienza e puntiglio da Paolo Mantovani.

Prima e dopo il trionfo della Samp in Europa. La Samp ora è davvero grande!

 

Tore

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